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Napoleone a Cetara: una bellissima prima volta

Canta di amori, di estati e di sponde a cui ritornare.

Chiama, addirittura, Amalfi uno dei sui brani del 2020, eppure è solo lo scorso venerdì, 4 agosto, che Napoleone – nome d’arte e cognome di Davide – si esibisce in Costiera Amalfitana per la prima volta.

Già ospite da remoto ai nostri microfoni, l’occasione per incontralo di persona è, dunque, il Bellissimo Festival, la manifestazione organizzata a Cetara, con il sostegno dell’amministrazione comunale.


«L’emozione è tanta, perché suono nella mia terra e perché da qui si vede casa mia», dice Davide, originario della costa cilentana e trapiantato a Torino, poco prima di salire sul palco della suggestiva Arena on Waves.




«Inoltre – continua l’artista – l’emozione è forte, perché le canzoni che ho scritto nascono anche dalla Costiera Amalfitana».


«Mi piacerebbe continuare questo tour lungo la costa – aggiunge, sorridendo – toccando Amalfi, Positano. Vorrei fare qualcosa di itinerante, magari in barca».


Ma Napoleone, prima che interprete dei suoi stessi testi, è stato autore di numerosi brani per artisti noti del panorama musicale e, in una delle prime interviste a Radio Play Tag, aveva ammesso quanto questa prima veste gli fosse più congeniale.


Va da sé che, trascorsi gli anni e i live, la curiosità di sapere se sia cambiato il suo rapporto col palco è lecita:


“Il mio approccio non è cambiato molto, in realtà, però adesso mi diverto. Ho scelto appositamente dei musicisti che, oltre a essere bravi, sono anche degli amici: stiamo facendo dei bei giri e ci stiamo divertendo”.


Davide, però, continua a non avere dubbi e a sentirsi più a suo agio dietro le quinte.


Ciononostante, sul palco ci sta benissimo e a proprio agio mette il pubblico, con una voce che sarebbe stato un peccato tenere per sé.

A proprio agio mette quanti sono lì ad ascoltarlo, al punto che il temporale, che ha poi costretto l’interruzione anticipata del concerto, non li smuove.


Perché pioggia o non pioggia è stato Bellissimo, come il Festival, come il mare che circonda l’arena, come quello che Davide canta, come quello che porta negli occhi.



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